21 dicembre 2013

MARCO ESPA: COMUNICATO AVVOCATI MACCIOTTA E PILI DEL 20 DICEMBRE 2013


I difensori dell’on. Marco Espa, avvocati Giuseppe Macciotta e Fabio Pili, rendono noto che il loro assistito, nel corso dell'audizione tenutasi questa mattina al cospetto degli inquirenti alla quale lo stesso ha voluto fortemente dar corso, ha fornito ampi ed esaustivi chiarimenti in ordine alla rigorosa destinazione delle risorse delle quali ha potuto fruire nell'espletamento del suo pregresso mandato consiliare ad attività politica espletata in rappresentanza del gruppo. In particolare ha trovato piena conferma la diffusa e qualificata attività politica dell'on. Espa nei campi di sua notoria specifica esperienza e competenza, come nel campo dei diritti sociali e nel settore sanitario.

Attività sostanziatasi in particolare in convegni e manifestazioni di alto livello, svolta quale componente del gruppo consiliare di cui ha fatto parte, da considerarsi ulteriore rispetto a quella individuale connessa alla funzione istituzionale rivestita, a sostegno della quale sono state destinate in via esclusiva, senza nessun appropriamento personale, rimborsi parziali di gruppo dei quali l’on. Espa ha legittimamente beneficiato.

L’on. Espa ha manifestato piena soddisfazione per le risultanze dell'audizione, e conferma la propria rinnovata fiducia per l'operato degli inquirenti in questa delicatissima vicenda giudiziaria.

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dal TGR Sardegna del 20 dicembre 2013



SE NON VISUALIZZI, CLICCA QUI: http://youtu.be/-CZ9ORK6ISQ

19 dicembre 2013

Legge di stabilità modificata, grande soddisfazione, i fondi sono salvi, la denuncia è servita, le battaglie servono



Emendamento approvato.
Ora il commissario spenda i soldi nel piu breve tempo possibile, certamente all'interno delle regole, ma con interventi di velocizzazione della spesa straordinario. Non possiamo correre altri rischi.

Marco Espa

testo approvato: All’articolo 1, comma 70, all’ultimo periodo, sostituire le parole da: “sono utilizzate” fino al termine del periodo con le seguenti: “possono essere utilizzate le risorse non programmate alla data di entrata in vigore della presente legge giacenti sulla contabilità speciale intestata al Commissario straordinario per il dissesto di cui al precedente periodo e quelle di cui al comma 71, ad esclusione dei fondi di provenienza dal bilancio della Regione Sardegna”. 


In extremis salvi i fondi destinati a Capoterra

Salvi in extremis i fondi destinati a riparare i danni dell'alluvione di Capoterra del 2008. Grazie a un emendamento reso possibile dai rilievi del deputato del Pd Marco Meloni, è stato evitato che i soldi venissero dirottati da altre parti. «Grande soddisfazione, i fondi sono salvi, la denuncia è servita, le battaglie servono», ha sintetizzato il consigliere regionale del Pd Marco Espa che aveva denunciato per primo “lo scippo”. «Ora il commissario spenda i soldi nel più breve tempo possibile, certamente all'interno delle regole, ma con interventi di velocizzazione della spesa. Non possiamo correre altri rischi».
Marco Meloni, primo firmatario dell'emendamento, si è detto «molto soddisfatto perché, anche grazie all'allarme lanciato dagli amministratori locali e dai rappresentati istituzionali, è stato scongiurato un grave rischio, oltre che un'ingiustizia». 
 
Sotto il comunicato di Marco Meloni, primo firmatario dell'emendamento approvato. 

L. Stabilità, Meloni (PD): rischio scongiurato, salve le risorse per Capoterra

“Con l’approvazione, nella tarda serata di ieri, di un emendamento che – riprendendo il testo della mia proposta – salvaguarda integralmente le risorse già programmate e i fondi di provenienza dal bilancio della Regione Sardegna, destinate agli interventi nei comuni colpiti dalle alluvioni degli anni scorsi, a partire da Capoterra, è scongiurato il rischio che le risorse destinate agli interventi finalizzati al ripristino e alla messa in sicurezza di quei territori vengano perdute o trasferite ad altri interventi. Sono molto soddisfatto perché, anche grazie all’allarme lanciato dagli amministratori locali e dai rappresentati istituzionali come l’on. Marco Espa, è stato scongiurato un grave rischio, oltre che un’ingiustizia: piuttosto che mettere in competizione gli interventi tra i diversi territori della Sardegna, dobbiamo rivolgere tutto il nostro impegno perché i lavori programmati siano realizzati nel più breve tempo possibile, e perché i comuni colpiti dal disastro di poche settimane fa possano contare su un quadro di risorse adeguato e su un meccanismo altrettanto rapido di realizzazione delle opere necessarie a ripristinare la piena funzionalità delle attività civili e produttive. Credo che questo intervento concreto sia la miglior risposta alle polemiche che ancora oggi accade di leggere sulla stampa.”
Lo dichiara Marco Meloni, deputato del Partito democratico.

11 dicembre 2013

Sanità: Il centrosinistra: la Giunta non ha fatto le riforme Espa (Pd) e Arbau (La base): ora si taglino le poltrone

È scontro totale

Il centrosinistra: la Giunta non ha fatto le riforme Espa (Pd) e Arbau (La base): ora si taglino le poltrone

La Giunta esclude tagli, il centrosinistra contrattacca: «È dall'inizio della legislatura che manca una programmazione generale, serve chiarezza sul futuro dei piccoli ospedali e sul destino della sanità sarda». Giampaolo Diana, capogruppo Pd, non usa mezzi termini: «Se alla Regione c'è una zona d'ombra è proprio la politica sanitaria. Il centrodestra, entrato in campo con squilli di tromba, finora ha solo commissariato le Asl. Da cinque anni la spesa sanitaria è fuori controllo: dal consuntivo 2008 è aumentata di 300 milioni. Cappellacci e De Francisci devono dire che cosa hanno prodotto. Le liste d'attesa si sono aggravate, da due anni la Giunta non prevede un euro per l'inclusione sociale dei soggetti svantaggiati. E poi c'è l'incertezza sugli ospedali territoriali: siamo di fronte a una gestione schizofrenica. Auspico una discussione seria che garantisca nei territori le prestazioni e l'assistenza immediata coinvolgendo tutti, a cominciare dai medici di base». Nessuno mette in dubbio che occorra evitare cancellazioni dolorose, soprattutto in periferia. LA BASE ACCUSA A cominciare da Efisio Arbau, consigliere regionale di "La base": «I piccoli ospedali sono necessari. La prima assistenza non può che essere nei territori perché i presìdi nelle città scoppiano già ora. Il fatto che il governo abbia idea di usare le forbici con l'unico scopo di risparmiare non mi sorprende: è lontano dalle nostre realtà. Bisogna mandare a casa Letta per scongiurarli». Quindi uno schiaffo alla Giunta: «In questa partita non ha una posizione chiara: nei fatti non vuole soppressioni, ma parla razionalizzazione. E cos'è la razionalizzazione se non un taglio? La politica deve sparire subito dal governo della sanità sarda: si risparmierebbe parecchio, evitando di spendere milioni con nomine inutili e di innescare, cosa piuttosto frequente, cause di lavoro negli ospedali e nelle Asl».IL PD D'accordo Marco Espa, in commissione Sanità per conto del Pd: «Dobbiamo scongiurare qualunque tipo di taglio lineare, perché alla fine chi paga sono i ceti più deboli. Detto questo, il governo della sanità sarda dall'inizio della legislatura, quindi anche prima di questa gestione dell'assessorato, è stato un fallimento. Nel 2009 il centrodestra ci diceva che avrebbe riformato il settore, cosa che alla resa dei conti non ha fatto. Aveva promesso il piano sanitario regionale, che si è ridotto a un cambio di poltrone ai vertici delle Asl attraverso un emendamento dell'emendamento. Con un piano sanitario serio avremmo contrattato a testa alta la specialità della Sardegna senza la necessità di fidarci di amici o presunti tali. E oggi la Giunta non si ritroverebbe, per esempio, a tentare di ridurre la spesa farmaceutica, che è esplosa. Forse avremmo risorse sufficienti per valutare, caso per caso, nel rispetto della qualità degli interventi per gli utenti, quali ospedali tenere aperti e quali trasformare in servizi territoriali».IL CENTRODESTRA La difesa dell'operato della Giunta è affidata a Pietro Pittalis, capogruppo di Forza Italia: «L'assessore è stata chiara, non ci sarà alcun taglio dei presìdi territoriali», dice. «In ogni caso, se da Roma decidessero di andare avanti e, nel Patto per la Salute, di procedere con le chiusure, faremo le barricate. Quanto alle critiche dell'opposizione, ricordo agli esponenti del centrosinistra che i tagli dei piccoli ospedali volevano farli loro, nella passata legislatura. Ma si sa, hanno perso la bussola da tempo».Lorenzo Piras RIPRODUZIONE RISERVATA



È scontro totale

Il centrosinistra: la Giunta non ha fatto le riforme Espa (Pd) e Arbau (La base): ora si taglino le poltrone

La Giunta esclude tagli, il centrosinistra contrattacca: «È dall'inizio della legislatura che manca una programmazione generale, serve chiarezza sul futuro dei piccoli ospedali e sul destino della sanità sarda». Giampaolo Diana, capogruppo Pd, non usa mezzi termini: «Se alla Regione c'è una zona d'ombra è proprio la politica sanitaria. Il centrodestra, entrato in campo con squilli di tromba, finora ha solo commissariato le Asl. Da cinque anni la spesa sanitaria è fuori controllo: dal consuntivo 2008 è aumentata di 300 milioni. Cappellacci e De Francisci devono dire che cosa hanno prodotto. Le liste d'attesa si sono aggravate, da due anni la Giunta non prevede un euro per l'inclusione sociale dei soggetti svantaggiati. E poi c'è l'incertezza sugli ospedali territoriali: siamo di fronte a una gestione schizofrenica. Auspico una discussione seria che garantisca nei territori le prestazioni e l'assistenza immediata coinvolgendo tutti, a cominciare dai medici di base». Nessuno mette in dubbio che occorra evitare cancellazioni dolorose, soprattutto in periferia. LA BASE ACCUSA A cominciare da Efisio Arbau, consigliere regionale di "La base": «I piccoli ospedali sono necessari. La prima assistenza non può che essere nei territori perché i presìdi nelle città scoppiano già ora. Il fatto che il governo abbia idea di usare le forbici con l'unico scopo di risparmiare non mi sorprende: è lontano dalle nostre realtà. Bisogna mandare a casa Letta per scongiurarli». Quindi uno schiaffo alla Giunta: «In questa partita non ha una posizione chiara: nei fatti non vuole soppressioni, ma parla razionalizzazione. E cos'è la razionalizzazione se non un taglio? La politica deve sparire subito dal governo della sanità sarda: si risparmierebbe parecchio, evitando di spendere milioni con nomine inutili e di innescare, cosa piuttosto frequente, cause di lavoro negli ospedali e nelle Asl».IL PD D'accordo Marco Espa, in commissione Sanità per conto del Pd: «Dobbiamo scongiurare qualunque tipo di taglio lineare, perché alla fine chi paga sono i ceti più deboli. Detto questo, il governo della sanità sarda dall'inizio della legislatura, quindi anche prima di questa gestione dell'assessorato, è stato un fallimento. Nel 2009 il centrodestra ci diceva che avrebbe riformato il settore, cosa che alla resa dei conti non ha fatto. Aveva promesso il piano sanitario regionale, che si è ridotto a un cambio di poltrone ai vertici delle Asl attraverso un emendamento dell'emendamento. Con un piano sanitario serio avremmo contrattato a testa alta la specialità della Sardegna senza la necessità di fidarci di amici o presunti tali. E oggi la Giunta non si ritroverebbe, per esempio, a tentare di ridurre la spesa farmaceutica, che è esplosa. Forse avremmo risorse sufficienti per valutare, caso per caso, nel rispetto della qualità degli interventi per gli utenti, quali ospedali tenere aperti e quali trasformare in servizi territoriali».IL CENTRODESTRA La difesa dell'operato della Giunta è affidata a Pietro Pittalis, capogruppo di Forza Italia: «L'assessore è stata chiara, non ci sarà alcun taglio dei presìdi territoriali», dice. «In ogni caso, se da Roma decidessero di andare avanti e, nel Patto per la Salute, di procedere con le chiusure, faremo le barricate. Quanto alle critiche dell'opposizione, ricordo agli esponenti del centrosinistra che i tagli dei piccoli ospedali volevano farli loro, nella passata legislatura. Ma si sa, hanno perso la bussola da tempo».Lorenzo Piras RIPRODUZIONE RISERVATA



ALLUVIONE: Capoterra furibonda per i fondi spariti: «Bloccate lo scippo»

CAPOTERRA Alla finestra, con speranza e rabbia, in attesa di poter riavere indietro i fondi scippati da Roma, sottratti dall'ormai famigerato emendamento alla Legge di stabilità (votata all'unanimità dal Senato e in attesa di approdare alla Camera) che ha dirottato i fondi destinati alla messa in sicurezza del bacino idrografico del Rio San Girolamo-Masoni Ollastu devastato dall'alluvione del 2008 per affrontare la nuova emergenza esplosa nelle scorse settimane a Olbia e in molti altri centri dell'Isola. I CENTRI Uno smacco che Capoterra ma anche per Villagrande Strisaili, Orosei, Padru, Muros, Bosa, Posada, Torpè, Gairo, Chiaramonti, Sorso, Illorai, Cagliari-Pirri, i centri colpiti dalle alluvioni del 2004 e del 2008. Un pasticcio ammesso dagli stessi deputati (dagli esponenti di Sel a Cinque Stelle passando per Forza Italia e il Pd) che dovrà adesso essere corretto. «Con lo stesso spirito unitario - dice il consigliere regionale del Pd, Marco Espa - con il quale i senatori avevano votato. Se non dovesse accadere, sia Letta a intervenire per bloccare lo scippo».CINQUE ANNI FA Capoterra, dove l'alluvione, il 22 ottobre di cinque anni fa, distrusse e uccise, non ha più voglia di attendere e subire. E chiede con forze che nessuno tocchi le risorse già assegnate. Quelle a disposizione del Commissario governativo Efisio Orrù, ammontano a 27,9 milioni di euro. Solo in parte costituite da fondi statali. Nonostante l'accordo di programma del 2010 prevedesse una quota di 36 milioni di euro a carico del ministero dell'Ambiente e una di 33,9 a carico della Regione, la fonte statale attualmente ammonta a 14,8 milioni e quella regionale a 13,1. Col voto dei giorni scorsi sul patto di stabilità, di fatto il Senato ha scelto di dirottare anche i fondi regionali in mano al commissario. «Intanto nessun fondo è stato per ora dirottato visto che deve ancora esprimersi la Camera», avverte l'assessore regionale dei Lavori pubblici, Angela Nonnis. «Il vero problema è il trasferimento dei fondi da parte del ministero dell'Ambiente, sono le interpretazioni della Ragioneria centrale dello Stato secondo cui la spesa poteva essere autorizzata solo se le risorse fossero state interamente disponibili. Ci sono ancora norme farraginose che incidono anche nelle emergenze, dove al contrario bisognerebbe disporre di certezze e celerità. Basti pensare, come nel caso di Capoterra e del piano di messa in sicurezza, all'assoggettamento degli interventi alla Valutazione di impatto ambientale, come se si dovessero costruire grattacieli e non abbattere i rischi per le popolazioni di un territorio».IL PROGETTO È anche per questo che a Capoterra il Piano Hydrodata resta ancora al palo. Anche per quel che concerne il primo lotto dei lavori dalla foce alla statale Sulcitana che può far affidamento su una copertura finanziaria di 11 milioni. Così a causa della mancata disponibilità delle risorse statali e dei ritardi nell'erogazione dei fondi Cipe, la scadenza per l'aggiudicazione dei lavori è stata prorogata al 31 dicembre e rischia un ulteriore slittamento.IL RUOLO «Credo, però - dice Marco Espa - che il commissario governativo avrebbe dovuto agire d'autorità facendo emergere proprio il suo ruolo, come dire, straordinario. Come avvenuto per L'Aquila. A Capoterra non si deve intervenire su situazioni irregolari, di abusi edilizi da sanare o anche sanati. Ci sono migliaia di persone che convivono ancora con il rischio idrogeologico. E allora non possono essere le normali regole a governare la messa in sicurezza di un territorio, ma interventi straordinari fuori dal patto di stabilità». Unione Sarda Andrea Piras 


8 dicembre 2013

3 dicembre 2013

ALLUVIONE: L'assessore Nonnis conferma l'allarme di Espa e avverte: «No alle guerre tra poveri, i soldi per Capoterra non si toccano»




Erano morti anche a Capoterra, nel 2008, e prima a Villagrande Strisaili. Ma a quanto pare quelle stragi lontane nel tempo ora contano meno. E così lo Stato prende i fondi già strappati alla burocrazia per rimediare alle alluvioni del passato, e li dirotta sulle emergenze di oggi. Per seppellire i morti nuovi usano i soldi dei morti vecchi, e la chiamano legge di stabilità.«È una guerra tra poveri che i sardi non possono accettare», attacca l'assessore ai Lavori pubblici Angela Nonnis, 24 ore dopo l'allarme lanciato dal consigliere regionale del Pd Marco Espa. L'assessore stava esaminando da qualche giorno la questione: ora può confermare la ricostruzione dell'esponente democratico e rinforzarne l'appello. «Per la sicurezza delle zone flagellate dall'ultimo disastro - chiede Nonnis - governo e Parlamento trovino fondi aggiuntivi, li tolgano da altri capitoli di bilancio, ma non si pensi di trasferire stanziamenti già destinati ad altre emergenze».I FATTI La legge di stabilità assegna 27,6 milioni per la «ricostruzione e ripresa economica» delle zone colpite dalla recente alluvione. Vengono prelevati dalla contabilità speciale assegnata al commissario straordinario per il dissesto idrogeologico, Efisio Orrù. La norma (approvata al Senato, non ancora alla Camera) lo dice chiaro. Parla di «risorse non impegnate». Quel che ancora non si era capito, e che Espa ha evidenziato per primo, è che i 27,6 milioni costituiscono l'intera disponibilità del conto.Somme già programmate per sanare i territori di Capoterra e Villagrande, ma anche Muros, Bosa e altri. Lavori utili a evitare nuovi disastri e nuove croci, e in un caso (Capoterra) già appaltati, anche se non ancora iniziati. Gli altri potrebbero essere appaltati rapidamente: ma proprio il fatto che siano soldi già pronti fa sì che vi si ricorra come a un bancomat, per la nuova emergenza.Beffa ulteriore: sono in gran parte fondi già della Regione. L'accordo di programma firmato col ministero dell'Ambiente nel dicembre 2010 prevedeva un piano da 70 milioni, di cui 36 ministeriali e 34 regionali. Ma il ministero finora ha trasferito nel conto speciale meno di 15 milioni (e solo a fine 2012). Se la legge di stabilità non sarà modificata alla Camera, tutti gli interventi per Capoterra, Villagrande e così via saranno rinviati e si dovrà ripartire con la caccia alle risorse.IL CASO «Questi errori - protesta Marco Espa - sono figli anche della lentezza della spesa del commissario, che era stato nominato per accelerare proprio la spesa, con poteri straordinari. Cambiamo sistema: troviamo un unico commissario che sfrutti le risorse già disponibili e quelle stanziate ora dal governo».Orrù non replica, ma ambienti della burocrazia regionale fanno notare che anche il commissario era bloccato dal patto di stabilità. Infatti il testo del Senato concede, oltre ai 27,6 milioni, altri 23 non come nuove risorse, ma semplicemente liberandoli dal patto.«Le risorse destinate a Capoterra, e a tante altre aree della Sardegna colpite da alluvioni negli anni passati, non si toccano», ribadisce l'assessore Nonnis, che spera in una correzione alla Camera. Luciano Uras, senatore di Sel della commissione Bilancio, ricorda che inizialmente l'unica concessione era lo sblocco del patto di stabilità: solo per le proteste dei parlamentari sardi erano spuntate altre risorse, tra cui 50 milioni per il 2015. Quanto all'allarme dell'assessore, «confido che sia privo di fondamento: se governo e relatori hanno detto alla commissione cose non vere sulla piena disponibilità delle somme sarebbe un fatto gravissimo, offensivo per la Sardegna». Uras auspica comunque che alla Camera spuntino nuove risorse per l'alluvione: «Ma anche la Giunta faccia la sua parte, come nel 2008».Giuseppe Meloni




Comunicato stampa del 1 dicembre 2013

Espa (PD): Alluvione, il mio allarme lanciato ieri sulla possibile distrazione di fondi GIA DESTINATI per altri territori purtroppo era fondato e anche la Regione conferma.

Il comma 70 dell’art. 1 della Legge di stabilità – votato all’unanimità da tutti i partiti nessuno escluso di maggioranza e opposizione - va cambiato nella lettura alla Camera dei deputati. Non si possono prendere i soldi dal fondo del Commissario Straordinario per il dissesto idrogeologico, sono fondi gia della Sardegna e già finalizzati a lavori urgentissimi. Il Governo trovi altri fondi per coprire il comma 70.
Si deve rimediare con lo stesso spirito unitario che ha portato a quel testo di legge:
Ma questi errori sono figli anche della lentezza della spesa del Commissario, che era stato nominato per accelerare proprio la spesa, con poteri straordinari. Cambiamo sistema: troviamo un unico Commissario che dia gambe a tutti i milioni di risorse gia disponibili, insieme ai milioni di euro stanziati dal Governo per l’alluvione di novembre 2013. 
E fuori dal Patto di stabilità. C’è di mezzo la vita delle persone.

Non solo Capoterra (che ha una destinazione gia programmata di quasi 18 mil. di euro) e Villagrande Strisaili  (con 4 mil e 300 mila gia programmati)  ma anche i comuni di Muros, Ballao, Budoni, Liori San Paolo, Padru, san Teodoro, Siniscola, Orosei, Posada, Torpè, Bosa (vedi tabella  rischiano di vedere in fumo i primi lavori di messa in sicurezza se il testo della Legge di stabilità rimarrà identico.
Qui sotto lo schema di ciò che è stato gia programmato con i soldi del fondo del Commissario che la legge di stabilità rischia di annullare per trasferirli agli interventi per l’alluvione di quest’anno.
“ e’ ovviamente assurdo che i soldi cosi sudati e attesi dalle popolazioni colpite nei precedenti eventi disastrosi possano essere dirottati per altre alluvioni, è chiaro che c’è stato un brutto errore nella formulazione del comma 70 e che bisogna porre rimedio immediatamente con un nuovo testo nel passaggio alla Camera della Legge di Stabilità, Faccio appello ai deputati sardi per l’immediata correzione del problema in sede legislativa, con il reperimento di altre risorse.”
Immaginiamoci che il primo lotto dei lavori di 11 milioni di euro è già appaltato, mica si può ( anche se si volesse) tornare indietro.
qualcuno negli uffici del ministero ha fornito dati sbagliati. Ma il problema è anche nostro: non posso, senza fare alcuna polemica, che dopo i primi mesi seguenti l’alluvione del 2008, con iniziative dell’ex giunta e del consiglio intero che hanno dato ristoro in meno di un mese agli alluvionali, il successivo Commissario Ugo Cappellacci non ha esercitato i suoi poteri straordinari per velocizzare la spesa. Anche l’attuale Commissario, l’ex prefetto Efisio Orru, persona degnissima, nominato proprio per velocizzare la spesa, non ha proceduto con celerità ed esercitando i suoi poteri (se no a che serve un commissario)e a Roma hanno capito che avesse a disposizione un fondo da 27,6 mil. di euro intonsi. Invece i lavori sono necessari e programmati e i territori apettano con ansia che si inizino i lavori.
Per questo, propongo che il Governo, d’accordo con la Regione, nomini un commissario unico per la spesa in emergenza e per la ricostruzione, dandogli strumenti reali, di personale e giuridici, che gli permettano di spendere i centinaia di  milioni a disposizione nel piu tempo possibile. Lascia basitiche, è solo un esempio, in passato Bertolaso era riuscito in soli & mesi esercitando i poteri del Commissario, a costruire piscine e quan’altro per i campionati europei di nuoto a Roma: credo che proprio per l’emergenza messa in sicurezza il nuovo Commissario unico, che deve essere assolutamente interventista e senza paura di rischiare nei limiti consentiti dal suo mandato, DEBBA ASSOLUTAMENTE VELOCIZZARE LA SPESA con i suoi poteri straordinari. Se no non se ne esce fuori.




COMUNE
LOCALITA'
TITOLO INTERVENTO
Trasferimenti alla Contabilità Speciale
Note

Muros
Valle Rio Mascari
Frana linea ferroviaria Sassari - Chilivani località a valle del rio Mascari - 1° LOTTO
2.300.000,00
Trasferiti dalla Regione

Ballao
Ballao
Interventi di mitigazione del rischio idrogeologico



Budoni
Agrustos, Tamarispa e Berruiles




Loiri Porto San Paolo
Porto San Paolo




Padru
Padru




SanTeodoro
L'Alzoni




Siniscola
Siniscola




Orosei
Orosei - Centro abitato
Interventi per la mitigazione del rischio idraulico nel bacino del fiume Cedrino a valle della diga Pedrae'Othoni 2° Stralcio - 1° LOTTO



Posada
Monte Longu
Interventi per la mitigazione del rischio idraulico del bacino del rio Posada a valle della diga IsMaccheronis - 1° LOTTO



Torpè
Torpè



Orosei
Orosei - Fiume Cedrino




Villagrande Strisaili
Abitato e frazione
Sistemazione idrogeologica a protezione dell'abitato e della frazione di Villanova - compresi interventi di delocalizzazione di infrastrutture pubbliche ed edifici privati.
€ 3.000.000,00
Trasferiti dal Ministero

€ 1.300.000,00
Trasferiti dalla regione






Capoterra
Frazioni interessate dal Rio San Girolamo e Rio Masone Ollastu
Capoterra - Sistemazione idraulica del Rio San Girolamo - Masone Ollastu, compresi i compluvi minori.
6.000.000,00
Trasferiti dal Ministero

11.178.212,56
Trasferiti dalla Regione










600.000,00
Trasferiti dalla Regione

Bosa
Bosa
Interventi per la mitigazione del rischio idraulico della città di Bosa- 2° Stralcio - 1° LOTTO
1.223.312,00
trasferiti dal Ministero



interventi altri
2.000.000,00
trasferiti dal Ministero



 Totale Fondo Contabilità speciale Commissario Straordinario (ORRU’)
€ 27.601.524,56